Non sempre il feticismo culturale è gradito. O forse l’ironia hipster non è in sintonia con l’umorismo nevrotico-ebraico di Woody Allen che, nonostante i suoi primi film pieni di gag fisiche, probabilmente non si sentirebbe a suo agio dentro un paio di pantaloni di spandex in colori sgargianti che gli ridisegnino i coglioni. Ed ecco che parte la denuncia per questo manifesto del 2007, in cui American Apparel si fregiava di un Woody vecchio stampo, quando ancora gli piaceva mascherarsi. (more…)
Slavoj Zizek è il filosofo da approfondire in questi anni, con la sua visione marxista-lacaniana e soprattutto il suo sano attaccamento alla dialettica. In questa lezione, interamente visionabile su YouTube, Zizek ci tira un pippone lunghissimo sul reale e su com’è importante nella definizione della società e della politica, passando dalle teorie di Einstein sulla curvatura dell’universo al film Tutti insieme appassionatamente ed, ovviamente, la lotta di classe.
Questa notizia non mi stupisce granchè. È chiaro (e lo vediamo bene da YouPorn e simili) che in Europa la spudoratezza dei teenager non è ancora ai livelli degli USA, ma è solo questione di tempo prima che la rete prenda la mano anche ai quindicenni nostrani più intraprendenti. Questi spot tutto sommato fanno la loro parte, ma tra Paris Hilton varie e mignotte anche più anonime che la mostrano in TV a tutte le ore c’è poco da fare. I ragazzini sono più avanti dei loro genitori, che sono quelli che pagano per gli spot e si preoccupano di tirare la manica alla Commissione Europea. Anche se è vero che saranno soprattutto i social network ed il loro intrinseco narcisismo selettivo a farci fare la svolta, piuttosto che i siti e le celebrity sopracitate, controllare le informazioni che i teenager inseriscono su internet è difficile, soprattutto se sono principalmente loro a volercele mettere. Tarpare il potere voyeuristico di Facebook non mi sembra una cosa stronza come filtrare i risultati dei motori di ricerca, ma anche nel migliore dei casi risolverebbe senza dubbio solo una parte del problema. Per quanto internet sia ormai insostituibile, non bisogna scordarsi che molta della merda che rovina i ragazzini di oggi è pompata dritta dritta da Mtv, lo stesso canale che gli insegna ad essere alternativi. (more…)
Ne ho sentite di tutti i colori su questo film: floppone persino in Giappone, per evitare il suicidio pare che la FOX abbia ritardato l’uscita del nuovo Street Fighter temendone la fagocitazione al botteghino, mentre in Italia l’anteprima stampa è stata fatta strategicamente aderire all’uscita nelle sale per evitare che i giornalisti avessero il tempo di sconsigliarne la visione. Sappiamo che la potenza della rete va oltre i tempi della stampa, quindi è per questo motivo che mi scuso con voi: avevo la responsabilità di dirvelo subito ed i mezzi per farlo, ma in questo momento probabilmente questa pellicola si sta srotolando inesorabilmente in un cinema vicino a casa vostra ed io non ho fatto niente per impedirvi di andarlo a vedere. (more…)
Quando ho sentito che facevano un film su Facebook speravo che fosse davvero cattivo, che sapesse cogliere tutte le sfumature e le dinamiche del social network più perverso di tutti. Facebook ci ha fatto diventare ancora più morbosamente curiosi dei cazzi degli altri e feticisti di noi stessi, ha creato una serie di dinamiche tristine tipo ribeccare persone che non ti mancavano a distanza di anni e far arrivare (a meno di macchinosi opt-out) le foto venute male delle tue vacanze agli sconosciuti più inaugurabili.
Quello che speravo era un film che sviscerasse tutto questo, ma non posso dire che me lo aspettassi. Tutto sommato, però, non posso dire nemmeno di essere rimasto totalmente deluso.
Mr. Wiggles alle volte è davvero avanti (o almeno al passo coi tempi). A quanto pare i one-liner di Twitter sono effettivamente troppo sbattimento per il popolo di Internet, quindi era il caso che qualche giovane virgulto del 2.0 se ne uscisse fuori con un social network che ti sbriciola i pensieri in sputacchiate da max 50 caratteri. Chirper è il futuro del peto cognitivo, un’ennesimo sforzo di marketing per pompare qualche bit in più dentro ai propri server già saturi di cazzate. Se non avete voglia di leggere i cazzi altrui, ma avete ancora meno voglia di lavorare, Chirper è lo strumento per voi. (more…)