“One thing is true: you ain’t going back to Europe and I ain’t going back to Africa. We got too much going here!” – Godfrey Cambridge
Una delle cose di cui non mi stancherò mai è la stand-up comedy. Il comico che sale sul palco presenta il meglio del proprio corpo e della propria mente, esibendo tanto la propria fisicità che la propria logica stringente. Ha solo sè stesso, perchè solo attraverso di sè può essere convincente. Affronta il pubblico con tutto il coraggio che ci può volere a denudarsi davanti a degli sconosciuti, a sfoderare i propri peggiori difetti ed i propri migliori pregi. E, siccome sono i difetti quelli più divertenti, un comico basso darà in pasto al pubblico la propria statura, uno brutto parlerà del suo onanismo cronico, un ciccione parlerà delle proprie abbuffate compulsive. (more…)
Uscito ormai due anni fa con poche fanfare, l’opera prima di Berardo Carboni (che racconta la storia di un giovane determinato a levarci dal cazzo il Berlusca nel più drastico dei modi) è tornata più recentemente sui media per via della controversa cancellazione della sua seconda replica dal palinsesto di SKY. Secondo il regista è colpa dell’argomento scomodo, quelli del network invece sostengono che si tratti di puro business, siccome alla prima messa in onda non se l’era cagato nessuno. Un fatto è che, dopo averlo visto, molti deputati del PDL hanno iniziato a guaire come cagne in calore e, casualmente, il film è sparito. Un altro fatto però è che i sopracitati zelanti difensori del premier non hanno capito un cazzo di Shooting Silvio e del suo vero potenziale. (more…)
In USA è appena uscito Brüno (da noi uscirà ad ottobre) e si iniziano a leggere le prime impressioni. Premetto che il film non l’ho visto, ma ovviamente le mie aspettative sono alte. Ritengo la comicità pseudo guerrilla di Borat e Religulous una delle vette più alte del genere di questi tempi, e penso che il lato improvvisato e spontaneo (e quindi più rischioso) nei film sopracitati sia una direzione obbligata per una satira che non voglia ottundersi per la troppa libertà. Sembra un paradosso, ma è la differenza tra l’impatto culturale di South Park e quello di Lenny Bruce: prima di Eddie Murphy ed HBO essere troppo sboccato poteva farti finire in galera, mentre adesso un certo linguaggio fine a sè stesso è fin troppo scontato. (more…)
C’è questa iniziativa di file-sharing offline che sembra una figata, se vi piace giocare agli agenti segreti. In pratica non usi internet per trasferire i file, ma ti mandi gli SMS e ti scambi le chiavette (il tutto in maniera super-stealth). Il progetto si chiama DeadSwap e nasce con l’intento di ribellarsi alla tendenza sempre più incentrata sui server dei maggiori siti sociali, la quale ha minato la limpidezza collaborativa e libertaria del peer-to-peer. (more…)
Un po’ di tempo fa Google aveva avuto dei cazzi con un’associazione religiosa inglese che voleva mettere degli annunci antiabortisti sul suo circuito pubblicitario. L’azienda aveva rifiutato la cosa per via della matrice religiosa dell’annuncio, in una specie di riflesso di orgoglio illuminista. L’associazione li ha denunciati, e adesso il Gigantebuono (a cui brucia ancora un po’ il culo per le beghe antitrust suscitate da recenti accordi con Yahoo) si vede costretto a permettere alla religione di sforare nel suo razionalissimo marketplace online, uscendo dal limbo dove era relegata insieme all’incitamento alla violenza e la promozione di prodotti derivati da specie in via di estinzione. (more…)
Vicino a Bergamo hanno appena aperto uno spazione espositivo postindustriale in memoria di Fausto Radici, ex campione di sci e collezionista. La mostra inaugurale è sconfinata e ci sono proprio tutti: italiani vecchi e nuovi (da Manzoni a Cattelan a Vascellari) e stranieri (da Long a Sherman, da Höller ad altri freschi freschi da Manifesta 7). Anche se ci sono molti nomi grossi in formati piccoli e varie marchette (che è fisiologico, vista la provenienza da collezioni private), ce n’è per tutti i gusti, e la location è promettente. E, per i milanesi col culo pesante, non è nemmeno così lontano.