ANGELI E DEMONI di Ron Howard (2009)

Quando vedi Ron Howard dirigere film così rimpiangi che Fonzie non gli abbia tirato tutti i coppini dovuti ai tempi di Happy Days. Se solo Arthur Fonzarelli l’avesse indirizzato sulla retta via, forse a quest’ora sarebbe un innocuo meccanico di Milwaukee e non confezionerebbe cagate con la complicità di Tom “Odi la Mia Faccia” Hanks.
Per chi non lo sapesse, Angeli e Demoni è tratto da un malloppone best-seller scritto da Dan Brown, il dietrologo preferito da vostra zia. Quello del Codice Da Vinci. La storia in sè è cazzuta ed abbraccia temi abbastanza fondamentali, come il rapporto tra religione e scienza e la superiorità dei professori di Harvard americani ad ogni essere vivente sulla Terra.

La trama più o meno è questa: un giorno mentre sta nuotando in piscina per prolungare la sua vita e riuscire a fare un film troppo lungo in più, Tom Hanks (che è un professore di Harvard e scrive libri sui cazzi vaticani e magagne massoniche relative) riceve la visita da uno della Gendarmeria Vaticana, che gli fa vedere un foglio stampato a cazzo con su la scritta “Illuminati”. Hanks immediatamente capisce che si tratta di roba pesante, e se ne va in Vaticano a fare il saputello sulla simbologia.
In sostanza, il fatto è che c’è un gruppo di terroristi che potremmo catalogare come “fondamentalisti illuministi” (termine mio, non di Brown e tantomento di Hanks) i quali, in nome della scienza, hanno sequestrato i quattro prelati più fighi di San Pietro e li vogliono ammazzare. Ah, hanno anche rubato l’antimateria che è la molecola di Dio e può distruggere tutto lo Stato Pontificio.

Ovviamente Hanks, insieme ad una tipa del Cern (la “scienziata buona”, nonchè la token figa del caso), riuscirà a ridicolizzare le autorità italiane e vaticane risolvendo tutti gli enigmi possibili ed immaginabili, anche se gli muore un sacco di gente tra le mani.
Siccome la storia è ambientata dopo la morte di “un” papa e prima dell’elezione di un altro, in mezzo alle beghe terroristiche ci sono anche questioni interne di papponismi locali, che non sto a spiegarvi più perchè mi manca la voglia che per non rovinarvi il film.
Per quanto smerdi parecchio il Vaticano e sia iconograficamente blasfemo più di un video dei Prophilax (ad un certo punto si vede il Papa morto con la lingua tutta nera di fuori), Angeli e Demoni alla fine mostra lo stesso reverente – anche se un po’ paternalista – rispetto per la fede che gli americani non si fanno mancare mai (vedere questo episodio di South Park). Il messaggio che ci dà è contro ogni estremismo, che scienza e religione alla fine parlano della stessa cosa con linguaggi diversi (e che raccontare le stronzate alle masse di fedeli un po’ coglioni tutto sommato va bene, purchè si tolleri il sopracciglio mezzo alzato dell’intellighenzia harvardiana). Tutto considerato, non è poco.
Con tutta la carne che c’è al fuoco, Angeli e Demoni è uno di quei film di cui si parla, una di quelle opere popolari che incantano la sciura e la fanno riflettere sui temi più profondi molto più di mille altre cose meno tamarre che però non entreranno mai nel suo campo visivo.
Tutto sommato, quindi, sembra che la tassa dei carmina burana assordanti, della regia affettata e manierista e della faccia di cazzo di Hanks siano tasse da pagare se si vuole portare certe cose al grande pubblico.
[...] compromesso mi ricorda tanto Angeli e Demoni, il bruttino ma interessante film che Ron Howard ha pensato di trasferire dalla sua rossa testolina [...]