DRAGONBALL EVOLUTION di James Wong (2009)

Ne ho sentite di tutti i colori su questo film: floppone persino in Giappone, per evitare il suicidio pare che la FOX abbia ritardato l’uscita del nuovo Street Fighter temendone la fagocitazione al botteghino, mentre in Italia l’anteprima stampa è stata fatta strategicamente aderire all’uscita nelle sale per evitare che i giornalisti avessero il tempo di sconsigliarne la visione. Sappiamo che la potenza della rete va oltre i tempi della stampa, quindi è per questo motivo che mi scuso con voi: avevo la responsabilità di dirvelo subito ed i mezzi per farlo, ma in questo momento probabilmente questa pellicola si sta srotolando inesorabilmente in un cinema vicino a casa vostra ed io non ho fatto niente per impedirvi di andarlo a vedere.

In realtà ci sono solo due casi in cui vi sconsiglio Dragonball Evolution: se vi piace il fumetto originale e se vi piace il cinema. Se siete dei quattordicenni ignari, invece, vi consiglio di mettervi al lavoro su Word ed iniziare a buttare giù qualche sceneggiatura da mandare in USA, perchè a quanto pare a discapito della crisi pare sia un periodo d’oro per chi scrive col culo.

Nella mia vita ne ho visti diversi di adattamenti a videogiochi e fumetti vari: Super Mario Bros – con i suoi ridicoli stivali pneumatici per giustificare i salti sovrumani; l’infame Street Fighter – con Van Damme nella parte di Guile, il più insignificante dei personaggi del gioco, eletto a protagonista; il tamarrissimo Mortal Kombat – l’unico con dei seguiti, per quanto infelici. Erano delle merde, ma almeno avevano la scusante di essere un po’ degli apripista, i primi film a cercare un compromesso tra le regole di una realtà fittizia e quelle più verosimili del cinema con gli attori veri. L’ultima ondata di adattamenti vari a fumetti e videogiochi (dallo Spider Man di Sam Raimi fino al poco sostenibile Max Payne, passando per i fedeli Sin City e Watchmen) ci avevano dimostrato, invece, che oggi ci sono i mezzi per rendere in maniera fedele e rigorosa immagini ed effetti una volta inconciliabili con la cinematografia standard.

Dragonball Evolution torna indietro di dieci anni su questa verità, riportandoci a quando dovevamo sopportare stravolgimenti non solo a livello di trama, ma anche di semplice estetica dei protagonisti. Quasi niente dell’aspetto e della personalità dei personaggi del fumetto di Akira Toriyama è rispettato in questo adattamento. A partire dal protagonista, Goku.

Chiariamoci, penso che Dragonball non fosse tutto sto granchè ed alla lunga aveva decisamente rotto il cazzo, ma il personaggio un po’ Buddha un po’ Ercole di Goku aveva i suoi lati positivi, delle differenze nell’approccio che marcavano una certa distanza dal supereroe cinico e spietato, o sfigato ed altruista, degli americani Marvel.

Niente del genere in Dragonball Evolution, dove il bambino magnone e solare che si aggira per paesaggi selvaggi ed incontra ogni genere di personaggi diventa un diciottenne un po’ sfigato, che viene preso per il culo dai bulli a scuola e non riesce a scoparsi la figa di turno (anche se poi ovviamente diventa figo e se la becca). Niente epici viaggi del bamboccio ninja spensierato a bordo della sua nuvoletta, ma banali temi da college movie con incursioni alla Signore degli Anelli, ed il classico “credi in te stesso” che torna sempre (perchè ovviamente per il pubblico occidentale il protagonista deve imparare ad accettare se stesso, e poco importa se il Goku originale ha sempre avuto un equilibrio esemplare).

Si potrebbe fare un elenco delle imprecisioni o delle alterazioni più o meno radicali alla trama ed ai personaggi di Dragonball, ma alla fine chissenefrega. Ogni scena di questo film è stupida in senso assoluto, ogni concetto è trito o riciclato, e la maggior parte proviene da riferimenti totalmente occidentali, tradendo completamente l’atmosfera e l’estetica dell’originale. Persino il drago che compare alla fine, invece dell’aspetto classico di drago cinese o simile, sembra un mostro medievale tipo Dragon Heart o da Signore degli Anelli. Non importano i dettagli, perchè è l’insieme ad essere stato totalmente e profondamente americanizzato. [A questo proposito c'è anche da menzionare il fattore figa, che giustifica in parte l'età avanzata di Goku: di patonza ce n'è in quantità, e si sono inventati pure un personaggio inesistente per mettercene ancora di più]

Da ex lettore – non arrivo a dire fan – Dragonball Evolution mi è sembrato una colossale presa per il culo, e da spettatore mi è parso un evidente spreco di soldi e di tempo, un’operazione di marketing pura e semplice. È uscito persino un libro modellato sul film, scritto col culo e venduto – non a me, l’ho avuto gratis grazie al cielo – al modico prezzo di 6 cazzo di euro. Dentro c’è pure un inserto fotografico con una grafica stile Cioè, per le ragazzine tredicenni che forse si bagneranno per il protagonista ed i suoi capelli ingellati all’insù. E già, perchè puoi stuprare ogni aspetto di un personaggio, ma il taglio di capelli è sacro.




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