FORTAPASC di Marco Risi (2008)

Giancarlo Siani bisogna ricordarlo. Morto a 26 anni, l’unico giornalista tanto scomodo da essere ammazzato dalla camorra. Non raccontava solo la mafia da cronaca nera, ma indagava sugli appalti, le connivenze istituzionali, il magna magna post Irpinia ’80. Che purtroppo non sono faccende limitate a Torre Annunziata e zone limitrofe. Per quanto cinematograficamente molto meno suggestivo di Gomorra, questo film va visto esattamente come va visto il film di Garrone. Il libro di Saviano l’abbiamo letto tutti, è un capolavoro. Ma hai voglia a parlare di New Italian Epic e di narratore fantasmatico, Siani tanto fantasmatico non era (o forse non abbastanza) e la prova è stata il suo tragico destino. Non bisogna dimenticare la sua storia, specialmente oggi che il sopracitato Saviano è ancora sotto l’attenzione dei media, che per il momento lo si sta ancora proteggendo a dovere. Non bisogna più sottovalutare quello che il giornalismo può fare, bisogna tenerseli stretti questi giornalisti-giornalisti. E pure i narratori fantasmatici.




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