Found magazine(s)
È già da un po’ che leggo in giro di Found Magazine, mentre da un po’ meno ho beccato qua questo bellissimo progetto di un certo Tim Devin, artista concettuale di Boston, che si è inventato la rivista che trovi solo per caso. Massimo rispetto per l’ossessione della nostra hipster generation per l’esperienza altrui ed American Apparel (le due cose sembrano essere correlate), ma quest’altra accezione di found stile book-crossing mi sembra altrettanto figa.
A parte il carattere molto aperto della redazione della rivista, la cosa migliore è che non te la puoi scaricare. Anzi, se non ti imbatti in una delle 50 copie che ogni mese vengono rilasciate tra USA e Canada, col cazzo che la leggi. Personalmente non ho idea di quale sia il contenuto (anche se mi immagino qualcosa un po’ alla David Shrigley), ma sarebbe figo se qualcuno in Italia contattasse Devin per portare il suo progetto anche qui.
Non sono un feticista delle riviste e non verso lacrime per l’ormai pronunciata morte della stampa, ma forse è proprio questo gusto postmoderno un po’ necrofilo di noi lettori di feed fan della Troma a farci apprezzare una zombie-rivista che si palesa sotto il nostro culo in metropolitana o al parco.
