FRASEOLOGIA DEL SALUTO
TIZIO: ciao caio
CAIO: ciao tizio
TIZIO: pensa, potevi dirmi tziio tizio
CAIO: e perchè avrei dovuto fare una cosa simile?
TIZIO: ma sì, ciao caio, tziio tizio. è un’uguaglianza, un’equazione, un’equità.
CAIO: è già tanto che ti ho salutato, tizio, e sai che l’ho fatto solo perchè eravamo troppo vicini e mi fissavi da troppo tempo perchè io riuscissi a fingere di non averti visto.
TIZIO: e poi sono amico di sempronio, tuo cugino.
CAIO: sempronio non è più mio cugino.
TIZIO: beh in questo caso la prossima volta farò a meno di fare il simpatico con te.
CAIO: non lo sei mai stato, in ogni caso.
TIZIO: cosa fai qui davanti al bar, comunque?
CAIO: aspetto mio cugino.
TIZIO: sempronio?
CAIO: no, semprino. è lui mio cugino. sempronio non lo è, c’è quella o e quell’incrocio di lettere che ci rendono incompatibili geneticamente.
TIZIO: sei meno di un uomo. sempronio di certo non si meritava un cugino come saresti stato tu.
CAIO: sempronio non si merita tutte le lettere in comune che ha con semprino, del quale sono degno cugino.
SEMPRINO: ragazzi non litigate. mi siete ugualmente inferiori quantitativamente, anche se vi differenziate per composizione qualitativa.
SEMPRONIO: semprino tu non ti devi azzardare a parlare così ai miei cugini.
TIZIO: sempronio, non sono tuo cugino.
CAIO: sempronio, non lo sono nemmeno io.
SEMPRINO: sempronio non lo sono nemmeno io, infatti sono semprino.
SEMPRONIO: sempre meglio essere sempronio che semprino.
LA BELLA DEL PAESE: questa è un’opinione del tutto personale. io tra tutti voi preferisco tizio.
TUTTI (meno tizio): e perchè?
LA BELLA DEL PAESE: perchè è il più simpatico.
TIZIO: come darle torto. padroneggio la fraseologia del saluto.