HOW TO LOSE FRIENDS AND ALIENATE PEOPLE di Robert Weide (2008)

Robert B. Weide è uno dei migliori amici della comicità, al momento. Già autore del bellissimo documentario su Lenny Bruce ed una delle menti dietro al capolavoro HBO Curb Your Enthusiasm con Larry David, Weide si sa destreggiare pure fuori dagli USA.

Il suo debutto alla regia (per una commedia-commedia, dico), un successo nel Regno Unito, porta sullo stesso set Jeff Bridges e Simon Pegg, inglesaccio con la faccia da hooligan ignorante già apprezzato in Hot Fuzz e Shaun of the Dead. Il primo si porta dietro una serie di riferimenti all’indimenticato Big Lebowsky, il secondo tutta la spontaneità british celebrata dal Rocky Horror e dalle comparsate di Ricky Gervaise negli show americani (sempre vestito a cazzo).

How to Lose Friends and Alienate People è una commedia pulita, con la sua storia romantica in sottofondo e la maturazione del protagonista come da contratto, con tributi sparsi (volontari o meno non lo so, ma mi piace pensare che uno come Weide o i suoi sceneggiatori se li siano studiati) che vanno da Tutti pazzi per Mary a Il Diavolo veste Prada.

Pegg basta da solo a dare al tutto la freschezza che i ritmi quadrati e prevedibili a volte compromettono, e devo dire che forse è proprio questa iniezione british il vero punto forte del film (del resto è una cosa molto americana dare una connotazione culturale/etnica alle proprie commedie, soprattutto se incentrate su un personaggio comico principale). Verso i due terzi del film, quando la trama “seria” inizia puntualmente ad emergere, c’è un calo, ma per il resto si tratta di un film godibile.

Non si tratta di un capolavoro (e per quanto mi riguarda mi aspetto di più dai prossimi film di Weide su Kurt Vonnegut e Dick Gregory), ma la curiosa sinergia USA/UK vale una visione.




< indietro

Lascia un commento »

No comments yet.

Leave a comment

 
quasiniente is powered by wordpress and barecity.