I LIKE THINGS, Martin Creed (Fondazione Trussardi, Milano, 2006)

arte

“Minimalista” è una delle parole che vengono in mente quando si prova ad afferrare l’essenza del lavoro di Martin Creed, ma nonostante ciò non spaventatevi: quelle in mostra all’Arengario sono tutte opere di taglia abbastanza grossa e spettacolare, a partire dalle due scritte al neon EVERYTHING IS GOING TO BE ALRIGHT, all’esterno, e SMALL THINGS, all’interno, su due pareti. Il titolo della mostra è già indice di una certa raffinata ironia lessicale, nonché una promessa di radicalità. E Creed non delude: diverte, spiazza, coinvolge. Bisogna farsi una seconda opinione sui suoi lavori, fermarsi e ritornare sui propri passi perché è sulla rilettura che l’artista inglese punta tutto, su un modo diverso di guardare le stesse cose. Un uomo che corre, un cubo di legno. Oppure un corridoio ora illuminato, ora buio, che ci faccia intensificare lo sguardo nei momenti in cui esso riesce a lambire le cose. Le cose che piacciono tanto a Martin Creed.




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