Jon Stewart VS Jim Cramer

Ho beccato questo articolo sul sito del NY Times, su Jon Stewart che ha fatto il culo ad un certo Jim Cramer per la connivenza mediatica di questo con hedge-fondisti spregiudicati e banche colabrodo. A quanto leggo Cramer è una specie di host da talk-radio che dà lezioni di economia in TV, il che è una combinazione abbastanza agghiacciante, mentre Stewart invece è un comico particolarmente attento ai media ed all’attualità che conduce uno show molto figo.

In previsione della bacchettata pubblica il conduttore di Mad Money ha fatto una comparsata da Martha Stewart – famosa in USA come casalinga d’oro e per essere stata arrestata in seguito ad una faccenda losca di azioni farmaceutiche – dove fa abbastanza tenerezza mentre accenna alla dolorosa umiliazione pubblica che lo aspetta. Cramer conserva l’atteggiamento rispettoso da birbantello penitente anche durante tutta l’intervista con Stewart (Jon, non Martha), dicendo che lui non sapeva quanto gli hedge funds che consigliava puzzassero di merda. Alla fine fa pure una sorta di artificioso accordo catartico con il comico, che per tutta la trasmissione ha mantenuto uno sguardo severo e vendicatore.

Non è la prima volta che Stewart apre delle chiappe in TV. Qualche anno fa, al programma Crossfire della CNN, il comico era stato parecchio sincero riguardo a cosa pensava del giornalismo messo in pratica dalla trasmissione (che alla fine fu pure cancellata) e, poco prima dell’ultimo exploit con Cramer, aveva già messo il pepe sotto alle chiappe di un certo Rick Santelli (sempre di CNBC, la rete di Mad Money).

La cosa sinistra dell’ultima faccenda, però, è che alla fine lo sfogo nel teatrino mediatico è anche troppo utile: il mercato di Stewart è fatto dalla gente che vuole vedere Cramer farsi la cacca addosso in diretta, mentre il pubblico di Cramer – quelli che non si sono bruciati con gli investimenti sbagliati – probabilmente continueranno a pensare che uno show che ti spiega come fare soldi con gli investimenti scandendo commenti finanziari con catch phrases come “BOO-YAA!” sia del tutto normale e che la crisi, come gli errori nei consigli di CNBC, sia una questione di sfiga. Lo stesso giornalista che ha scritto l’articolo sul NY Times si chiede se, alla fine, andare a fare lo scemotto pentito che si prende uno scappellotto e poi se ne torna a casa con un sorrisetto imbarazzato non abbia fatto bene al karma del conduttore incriminato, e sullo stesso sito del Daily Show c’è una pagina dove esprimere il proprio parere su “chi abbia vinto”.

Ovviamente è stato Stewart a (stra)vincere, e tutto considerato non si poteva fare meglio di così. Ma quando si tratta di TV mi riesce difficile non pensare che alla fine questo genere di cose allargano parecchio la torta dello share dalla quale, alla fine, mangiano tutti (ed un po’ mi vengono in mente le crociate di Striscia contro le trasmissioni rivali RAI…). Come negli incontri di wrestling, mi immagino lo scambio impari tra i due anchormen come un compromesso catartico volto a glorificarne uno ed a far espiare, tramite umiliazione, l’altro. Chi vince, alla fine, è sempre la TV.




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1 Commento »

  1. [...] Già avevo parlato della tendenza di Jon Stewart a bacchettare i media conservatori, che dal canto loro lo accusano di essere un po’ la mignotta di Obama. È indubbio che il comico di Comedy Central simpatizzi per il presidente, ma il suo lavoro lo fa gran bene. E cioè prende per il culo magnificamente la copertura macchinosamente scettica e parziale di FOX News, MSNBC e CNN. [...]

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