Jon Stewart’s Cramer ass-kicking follow-up
Si continua a parlare di Stewart e di Cramer. Il tizio di Crossfire che il comico americano aveva bacchettato in casa sua si lagna in questo video, chiamando in causa pure Lenny Bruce e la sua presunta ossessione da predicatore che lo avrebbe reso meno divertente (come se fosse facile essere divertente mentre c’hai seimila processi in corso che ti svenano). Il Rolling Stone, invece, prende decisamente le parti di Stewart e ripropone questo video:
Il mio parere, a parte scetticismi su guerre mediatiche tra reti rivali, partiti rivali e quel cazzo che vogliamo, è che Stewart avanza comunque un’argomento cruciale: la responsabilità dei programmi giornalistici. C’è un valore nell’informazione, nel servizio allo spettatore, che non dovrebbe essere sacrificato a linee redazionali, affiliazioni commerciali, studi demografici e statistiche di marketing. Paragonare il Daily Show a Crossfire in termini di legittimità editoriale (il punto focale dell’alterco tra Tucker Carlson e Jon Stewart) è sbagliatissimo. Nel paesaggio mediatico sempre più orizzontale di oggi, dove ogni punto di vista va bene e trova il suo spazio, non è possibile confondere le responsabilità sociali di un programma di informazione con uno di satira.
L’indignazione dell’uomo di destra (Emilio Fede, anyone?), che alza i toni per bilanciare la satira che i comici fanno del suo padrone, causa un preoccupante effetto domino che porta ad un travisamento nell’uso del mezzo televisivo: cercando di infilare il cilindro dell’intrattenimento nel quadrato dell’informazione, non si dibatte più. Non si può rinunciare a nessuno dei “quattro lati” (se mi permettete di insistere sulla metafora geometrica) fondanti del giornalismo – uno dei quali sarebbe senz’altro una certa imparzialità – per il semplice fatto che qualcuno che lo faccia bene ci deve essere. Ed io preferirei che Grillo e la Guzzanti tornassero a farci ridere invece di dover coprire dei posti altrui lasciati vacanti.
A livelli macroscopici possiamo renderci conto tutti (che abbiamo letto Baudrillard o no) che il cambiamento ormai è avvenuto, e che è totale, ma ogni volta che vediamo pseudo-giornalisti scaricare il barile sui comici dobbiamo renderci conto che è una cazzata. È come se un adulto si mettesse a discutere con dei bambini e si scordasse chi è che deve insegnare a chi. Let kids be kids, ed informateci seriamente.
Ecco, se Jon Stewart è costretto a uscire dal ruolo di class clown per salire in cattedra c’è un problema.
[...] avevo già detto, informazione e satira devono rimanere cose diverse. Proprio per questo se un comico è apertamente [...]