Mangiare politically correct? E Berlusconi?

Dopo la faccenda del controverso Obama Fried Chicken a New York, un’altra storia di scazzi a tema politically correct con sfondo alimentare. Burger King ha appena ritirato questa pubblicità per il loro Whopper messicano, una deliziosa porcata che chissà se arriverà mai da noi (forse c’è già, boh?). Ma il punto è un altro.

Per quanto riguarda queste mere questioni di stereotipi e PC, che sono molto americane, suggerisco la lettura di Blognigger e questo clip di Carlos Mencia:

Questo genere di cose non sono molto diverse dalla battuta di Berlusconi su Obama, che alla fine era solo un’innocua cazzata, o dagli assurdi provvedimenti in seguito alle vignette di Vauro nella puntata di Anno Zero sul terremoto. In sostanza non hanno molto senso, e rallentano il dibattito sui problemi più seri, sulle vere discriminazioni politiche e sociali.
Un esempio (nostrano) su tutti: è proprio l’attenzione mediatica sul lato cazzaro e simpaticone di Berlusconi che gli accattiva le simpatie degli italiani. Attaccare le sue singole battute (che è il mezzo più efficace con cui manipola l’opinione pubblica e si para il culo) è un errore da parte della sinistra, che dovrebbe capire le implicazioni profonde della sua ironia e cercare di esporla per quello che è, e cioè un diversivo nemmeno troppo elegante per deflettere l’attenzione dai suoi punti deboli e delegittimare lo Stato.
Bisogna distinguere la propaganda vera (tipo la fascia pomeridiana di Canale 5, con il “panino” Belen-comizio Santanchè-Grande Fratello della D’Urso, o quello collaudato di Mimun) dalle semplici cazzate, perchè se facciamo rientrare le banali gag umoristiche all’interno della politica, poi non ci possiamo più stupire se il dibattito politico si focalizza solo sulle gag e si fa sfuggire gli argomenti veramente spinosi.




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