OBEY arrestato

Tra gli street artists che più a buon diritto sembravano aver messo il culo al caldo, non avrei mai detto che sarebbero andati a cagare il cazzo proprio ad OBEY (vero nome Shepard Fairey, come viene chiamato qui e qui).

A quanto pare i guai sono arrivati subito dopo dei fatti che, in teoria, avrebbero dovuto consacrarlo. Prima il poster “HOPE” per Obama (dal quale Fairey non ha tirato fuori una lira) fa incazzare la AP, che è proprietaria dei diritti sulla foto. Poi, mentre stava a Boston per la sua prima personale, lo arrestano per dei graffiti.

Su BoingBoing un grafico (quello di I HEART NY) dice che Fairey ha commesso un plagio. Ma, ironia della sorte, al fotografo che ha scattato il Presidente in primis non gliene frega un cazzo della cosa.

Non so che conseguenze ci saranno per lo street artist (sicuramente la sua reputazione nel giro non ne soffrirà), ma onestamente ritengo l’intera faccenda piuttosto triste, come tutti i fiacchi tentativi di far tornare indietro dei fenomeni che sono ormai delle realtà: da una parte lo sdoganamento degli street artists (dei quali OBEY stesso è un esponente di rilievo) nei circuiti più istituzionali, e dall’altra l’utilizzo di immagini senza scopo di lucro, cosa che su internet passa impunita ogni giorno senza tragedie. Ok, è vero che l’intervento grafico non è così radicale da alterare davvero la fisionomia dell’immagine originale, ma se la faccia di Obama è già diventata un’icona è anche per il rimbalzo che il suo volto ha avuto da un medium a un altro, da un formato ad un altro. Inoltre, secondo la risposta legale di Fairey stesso alle accuse, il suo uso è protetto dal Fair Use Statute. Se cercate dei veri plagi, li trovate su questo blog.




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