
Mi è capitata l’occasione di parlare un po’ di Louis CK e l’ho colta. Recentemente è uscito l’ultimo special del comico americano, che invece di farsi pagare da HBO se l’è autoprodotto e l’ha venduto a 5 dollari su internet. L’esperimento ha funzionato, ne parlo su Studio.

Oggi è uscito un altro capitolo di Schizocities, la rubrica che tengo su Studio. A proposito di città e identità schizofreniche globalizzate, questo episodio parla dell’architetto Teddy Cruz, attivo tra Tijuana e San Diego e famoso per il suo utilizzo di tecniche popolari negli slum in contesti suburbani americani, sul confine ma non solo. Leggete il pezzo qui.

E’ uscito un altro mio pezzo su Studio, riguardo a un progetto europeo mirato a conoscere meglio la figura del critico teatrale. Leggetelo qui.

Schizocities continua su Studio, ormai alla quindicesima puntata. Per la terza volta di fila più che su una città mi concentro su una particolare sottocultura che vi emerge, in questo caso i Crips dell’Aja, capitale amministrativa olandese. Il casus belli è un bel documentario che dovreste vedere, ma nel frattempo cliccate qua e leggetevi l’articolo.

La quattordicesima puntata di Schizocities ha una morale molto simile alla tredicesima: i formati globalizzati dell’immaginazione a volte sono benefici anche per i contesti locali. Dopo l’horror Made in Cuba ecco i Bike Lordz di Accra, Ghana, in un breve documentario dietro al quale c’è un progetto più grande e produttivo. Leggete il pezzo qui.

Su Studio è appena uscito un mio pezzo sull’autonomia dell’arte contemporanea e l’importanza della sua definizione nel contesto economico e culturale contemporaneo. Andatevelo a leggere qui.

Non so se conoscete Work of Art, il talent show sull’arte contemporanea in onda su Bravo. Ci ho scritto sopra un articolo, leggetelo su Studio.

Schizocities continua su Studio, e questa volta va a Cuba. L’oggetto culturale di riferimento è un film di zombi ambientato a L’Avana, Juan de los Muertos, che sembra essere promettente e, soprattutto, mette la capitale cubana sulla mappa di un genere globalizzato come l’horror. Leggete tutto qui.

Su Schizocities, la mia rubrica su Studio, avevo già parlato di New York. Era stato un post poco incisivo, un collage di suggestioni e spunti che sarebbe valsa la pena approfondire meglio, in debita sede. Ci provo in questa seconda visita alla Grande Mela, analizzando il modo in cui le strisce di Ben Katchor, autore di Julius Knipl: Real Estate Photographer, glorificano in quotidiano metropolitano in un modo tutto loro. Leggete pure qui.

Per l’undicesimo episodio della mia rubrica Schizocities su Studio ho intervistato l’esploratore urbano Bradley L. Garrett (autore dei documentari Crack the Surface) sulla sua pratica. In particolare ci siamo concentrati sulla città di Londra e sui suoi molti sotterranei, riflettendo sulle implicazioni politiche e civiche dell’urban exploring. Leggete tutto qui.