ROCKNROLLA di Guy Ritchie (2008)

Basta con le sterle, il pub e Brad Pitt zingaro: l’ultimo Guy Ritchie parla di mafie immobiliari, losche connection UK-Russia e patonze ricche ed annoiate. Balordume meno chav del solito, ma il montaggio e l’ironia sono inconfondibili. Da Lock & Stock ad oggi ne è passato di tempo, ma l’ex di Madonna è sempre lui. Un po’ però c’ha rotto il cazzo.Dalle premesse Rocknrolla sembra particolarmente attuale, con Londra città del mattone che fa ricchi gangster senza scrupoli, gente che tiene letteralmente per le palle i consiglieri comunali e flirta con magnati russi dal dubbio passato. Più il film va avanti più il baricentro si sposta in basso, tra quelle strade e quei pub che a Ritchie piacciono tanto e dove si diverte a piazzare personaggi assurdi (uno su tutti Strizza, una specie di pappa intellettuale), che alla fine sono pure troppi e fai fatica a capire che cazzo di ruolo hanno nel plot. Persino il protagonista, il rocknrolla in questione, emerge solo nel faticoso finale (la parte più deludente del film), prima che dei titoli con una grafica vecchiotta alla GTA ci buttino lì che tutta la mandria di ragazzoni ritchiani torneranno in The Real Rocknrolla, che forse si chiama così perchè questo erano solo delle prove generali.