Posts Tagged ‘arte contemporanea’

Schizocities #7. Limburg e l’effetto Manifesta su Studio

Tuesday, July 5th, 2011

Arrivati ormai al settimo episodio di Schizocities, la mia rubrica su Studio, si parla della regione belga di Limburg e dell’effetto che la biennale itinerante paneuropea Manifesta potrebbe avere su di essa. Leggete pure qui.

Elmgreen & Dragset a Rotterdam, su Studio

Thursday, June 23rd, 2011

Sono stato di recente a Rotterdam a vedere la nuova mostra di Elmgreen & Dragset al Submarine Wharf, uno spazione postindustriale che si presta al suo spettacolo grottesco. Ne ho scritto un po’, andate pure a leggere qui.

Anthony McCall – Breath (The Vertical Works)
(Milano, Hangar Bicocca, 19/3/2009-19/6/2009)

Monday, March 23rd, 2009

Sarà per la mia recente ossessione riguardo al political/minimal, ma penso che questa mostra debba essere obbligatoria. E non è nemmeno per le inevitabili connessioni che potrei fare tra Anthony McCall e gli artisti della mostra di Klaus Biesenbach (anche se arrivando all’Hangar Bicocca subito dopo Alfredo Jaar, presente nel roster ufficiale al KW di Berlino, si percepisce una certa continuità), ma piuttosto per l’incredibile eleganza e semplicità delle opere, che riescono ad essere contemporaneamente molto articolate. (more…)

FUTURISMO 1909-2009 VELOCITA’+ARTE+AZIONE (Milano, Palazzo Reale, 6 febbraio-7 giugno 2009)

Monday, January 26th, 2009

Senza musei di arte contemporanea (il Maxxi rimandato mille volte, il Museion in mutande alla seconda mostra) in Italia si va di Futurismo, che fa cent’anni. In tempi di crisi è bello pensare futurista, pensare ai suoni delle bombe decontestualizzati come un concerto di “rumori espressivi”. È tempo di grandi mostre, per soddisfare lo studente quanto la sciura (vabbè, la sciura di più). “Futurismo 1909 – 2009 – Velocità + Arte + Azione” riempirà Palazzo Reale di futurismi vari (400 opere), mentre la Moratti ha già un ricco programma di eventi, tra i quali la “Rissa in Galleria” di Boccioni ricreata da una coreografa (quindi se vedete movimenti strani sappiate che è Futurismo, non i commessi del Burger King in rivolta). Già al PAC, col Nouveau Realisme, la nostra sindachessa ci ha ricordato nostalgica i tempi in cui in piazza Duomo si dava fuoco ai cazzi giganti di Tinguely e si mangiava la torta con le mani. Oggi è lei stessa a censurare le mostre sui gay, pure indoor, ma si sa che la trasgressione in bianco e nero, specie français, ci sta. Se porti l’abito scuro e magari lavori al Comune va bene una marachella, non come gli artisti di oggi che sono tutti busoni viziati.

(pubblicato su zero.eu)

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