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IL DIAVOLO DEL FOCOLARE (Triennale, Milano, 2006)

Monday, October 8th, 2007

Femminilità tra mobili ed immobilità: la donna e il domestico, la donna domestica, la donna addomesticata. Interpretata in 35 modi diversi.

Dopo Beautiful Losers,e perfettamente nello spirito dei tempi, la Triennale di Milano ospita un’altra mostra/vetrina con opere provenienti prevalentemente da gallerie private. Tema centrale, il rapporto tra la donna e la sua casa, il suo ambiente.
I nomi grossi non mancano e sono piuttosto trasversali nel mondo delle arti in senso lato: Marina Abramovic (la cui mostra all’Hangar Bicocca si è appena conclusa), Vanessa Beecroft, Tracey Emin (alla quale sono dedicate ben due stanze), Rachel Whiteread, ma anche Patti Smith e Luciana Littizzetto.
Spostandoci dai nomi alle opere, colpisce (ma non stupisce) il gran numero di letti, divani e tappeti, segno che l’universo femminile, anche nel mondo dell’arte, è ancora sentito come fortemente legato alla sfera domestica ed, appunto, al proverbiale focolare. Angela Bulloch, Lily Van der Stokker, Sarah Jones e Monica Bonvicini hanno scelto tutte, in modi diversi, quel tipo di immaginario per rappresentare, ancora, l’idea del femminile nella nostra società. Quando si dice gli archetipi.
In altri casi, la tradizione viene ricordata da Irene Papas (con una sorta di santuario bizantino), allegorizzata da Pae White e Jessica Stockholder (la prima con un letto coperto e circondato da una texture di occhi e drappi argentati, la seconda con una scultura di oggetti per l’igiene domestica) e derisa dai contrasti violentemente ironici e provocatori di Tracey Emin, Rosemarie Trockel e Mona Hatoum.
La consapevolezza femminile dell’essere oggetto di sguardo è invece il filo conduttore del video della giovane Lucia Gironès, che gioca con movimenti danzanti e ammicca al mondo ormai clip-centrico di TV e internet. Cenni più disincantati al ruolo moderno della donna come individuo sofferente nella propria subordinazione ad un sistema governato da uomini sono le opere di Vanessa Beecroft e Sam Taylor-Wood, dove la figura femminile viene rappresentata solo in rapporto con il suo violento non-io maschile.
Dalla femmina sognante e materna all’oggetto sessuale, dalle insicurezze psicologiche all’aggressività provocatoria del porno, Il Diavolo del Focolare ci mostra una serie di visioni più o meno efficaci o variegate dell’universo femminile.
Chi visiterà la Triennale attirato dalle grosse Abramovic e Beecroft (o anche Littizzetto) si troverà prevedibilmente deluso, perchè le opere non sono in formato e in forma da Biennale. Il discretissimo tavolo della Whiteread è lontano anni luce dalla spettacolare Casa della stessa autrice.
Stupiscono maggiormente le artiste in sordina, come la Gironès con il suo video semplice ma fresco e senza dubbio intrattiene la giapponese Chiho Aoshima, con un cartone animato distribuito su 5 schermi al plasma, decisamente grafico ed attualmente pop.

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