Internet ed il pop su Studio
Tuesday, May 3rd, 2011![]()
Ho scritto un breve pezzo sul rapporto tra pop, celebrità ed Internet per Studio. Si parla di interviste incestuose, sex tape e caffè, quindi potrebbe interessarvi. Dateci un’occhiata.
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Ho scritto un breve pezzo sul rapporto tra pop, celebrità ed Internet per Studio. Si parla di interviste incestuose, sex tape e caffè, quindi potrebbe interessarvi. Dateci un’occhiata.
C’è questa iniziativa di file-sharing offline che sembra una figata, se vi piace giocare agli agenti segreti. In pratica non usi internet per trasferire i file, ma ti mandi gli SMS e ti scambi le chiavette (il tutto in maniera super-stealth). Il progetto si chiama DeadSwap e nasce con l’intento di ribellarsi alla tendenza sempre più incentrata sui server dei maggiori siti sociali, la quale ha minato la limpidezza collaborativa e libertaria del peer-to-peer. (more…)
Siccome ne ho già scritto su questo blog e penso ne valga la pena, vi incollo un post che ho fatto su yskira.com sul solito tema di internet, mappe e interfacce. Leggete.
Thanks to the internet, we now own more knowledge than we can possibly absorb. As a consequence, the web is more and more about interfaces, about the way we’re served this cognitive over-abundance and the graphic ways we can filter it. Interfaces become the aesthetics of the latest postmodernity: when all information is common, to filter, choose, and even discard it, is an act of elegance, a semiotic gesture more significant than information itself. So, the explosion of maps, indexes, graphs and charts over the internet becomes the world wide web’s most relevant content. (more…)

Oggi volevo fare un paio di post del cazzo, giusto per non far fermentare troppo il feed. Ero indeciso tra questo, questo e questo, ma alla fine mi sono detto: non me ne frega abbastanza di nessuna di queste tre cose per farci un post, quindi farò un post sul fatto che non lo voglio fare. Tra l’altro la ridondanza di quest’ultima frase mi fa venire in mente il vero argomento di questo post (se fossimo un certo episodio di South Park a questo punto ci sarebbe un counterino che scatta ogni volta che scrivo “post”), cioè la ridondanza di tutti quanti, i post. (more…)
Appena finito di tessere le lodi di Obama per la sua improvvisata da fattone ai mega-burger e ci salta fuori una notizia del genere, secondo cui il governo USA ha in canna l’ennesima pallottola per lo sharing scroccone su internet (che ricorda tanto la zozza proposta di Sarkozy). E Intanto la puzza di merda del processo a Pirate Bay non si dissolve.
Sperando di non essere noi la prima mosca ad accorrere al banchetto che seguirà, possiamo solo augurarci che l’affinità spirituale di Obama con Harold & Kumar vada oltre le scappate al fast-food (ma non ci speriamo granchè).
Mentre ci fa notare come la Warner si censuri da sola, oggi Cory Doctorow ci invita a fare qualcosa per impedire che la gestione della rete in Europa faccia la svolta sbagliata. In pratica Sarkozy vuole togliere l’accesso ad internet automaticamente, e con scarsa possibilità di appello, a quelli che insistono a condividere file dopo il secondo avvertimento. L’appello del sito La Quadrature du Net invece vorrebbe assicurarsi che l’emendamento 138, che invece garantisce almeno un processo, sia mantenuto.
Quello che viene fuori da queste notizie (più tutte quelle sul processo Pirate Bay) è una questione sempre più cruciale: fino a che punto internet è un diritto? (more…)

Sarà un caso che “pipes” ricorda molto “pippe”? Come quando ho scoperto Delicious, mi pareva assurdo che questo servizio potesse mai servirmi nella vita. E invece non puoi mai dire quando avrai bisogno di aggregare dei feed, filtrarli o magari tradurteli pure. (more…)
In effetti c’hanno ragione. Quando Google s’è messa a digitalizzare milioni di libri l’unica conseguenza è stata un accordo che darà all’azienda il monopolio sulla diffusione della conoscenza “libera”, o almeno di quella derivata dalle biblioteche americane (vedetevi l’articolo sul penultimo Internazionale, oppure qui). Se invece degli svedesi – con pretese libertarie simili, ma pochi avvocati – ti aiutano a trovare musica e film, il risultato è questo.
Ecco una notizia che vi farà calare incalcolabili mela+Q (per i fighetti Mac, alt+f4 per i PC) sul collo di Transmission ed aMule vari. Purtroppo, uno dei processi più importanti di questo giovane millennio (almeno per noi nerdacci scrocconi cresciuti con troppa libertà) si è concluso con la condanna di 4 dei ragazzoni svedesi che gestivano Pirate Bay. Il sito lo conoscete, è quello che vi ha aiutato sicuramente almeno una volta a scaricare uno screener di bassa qualità dell’ultima porcata hollywoodiana, o un introvabile B movie in versione director’s cut con gli extra più lussuosi, senza spendere una lira. (more…)