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LA FORZA CENTRIPETA

Thursday, December 20th, 2007

esiste una legge fisica che dice che tutti i peti portano al centro.

il centro ideologico, il centro nevralgico, il centro della catartica consapevolezza multisensoriale e polifunzionale.

ogni peto è come un quanto di energia, uno sbuffo di scienza (accentuate la i leggendo scienza) che viaggi su invisibili binari metafisici.

un fisico quantistico norvegese, Peter Olafsson, professore ordinario all’Università degli Studi di Oslo e specializzato nello studio della forza centripeta, alla quale ha dedicato più di 30 anni della propria vita e numerosi saggi (tra i quali “peto oggi: gli albori della petologia” (1965), “petopia: strade e sentieri dell’aerofago nell’era della comunicazione televisiva” (1975) e “petotron: traiettorie del singulto rettale nel cyberspazio” (2001)) è stato a milano recentemente per una conferenza scientifica ospitata al Quark Hotel.

il sottoscritto, saputolo, si è recato sul posto ed ha provveduto a raccogliere la sua autorevole testimonianza.

IO: “signor olafsson, vorrei chiederle della sua teoria del peto che persegue il centro”

PETER OLAFSSON: “vede, il peto è gerarchicamente superiore alle correnti d’aria – ascensorie, discensorie, sospensorie ed aleatorie – ed è lui ad influenzare i movimenti dell’atmosfera, nonchè la rotta dei velivoli più leggeri in alcune parti del mondo”

IO: “una sorta di autorità sovranazionale”

PO: “esattamente. è il respiro della Terra, filtrato attraverso i nostri ani e quello di ogni essere vivente. ovviamente parlo di quelli dotati di ano, anche se pare che recenti ricerche condotte in brasile stiano dimostrando che anche le piante sono in grado di scoreggiare. ma non presto troppo attenzione ai rumori, da studioso dei peti so che le cose sono tanto più rilevanti tanto più passano sotto sordina”

IO: “ottima osservazione. nel suo ultimo articolo, pubblicato su tutte le riviste più importanti del settore, lei scrive: “un peto flautato conduce l’energia sinottica due volte meglio di uno strombettato”. quali sono quindi le proprietà fisiche specifiche di un peto flautato, e quali vantaggi potrebbero derivare da un corretto e consapevole sfruttamento di tale mezzo?”

PO: “il peto flautato è quello che parte senza autorizzazione, tanto che è spesso difficile individuarne la provenienza senza un visore munito di petografo. è proprio questa sua incorporeità, questa maggiore evanescenza eterea che gli permette di scorrere attraverso le correnti incontrando una minore resistenza rispetto al peto strombettato. per quanto riguarda il suo utilizzo, un media caldo come il peto (per dirla in termini McLuhaniani) non è adatto ad una società neotribale come la nostra, basata sull’elettricità, ma piuttosto ad una basata su mezzi di tipo meccanico. non vedo un uso del peto per l’occidente odierno che non comporti una maggiore crisi di identità per ogni individuo. nel mio lavoro è importante saper riconoscere il limite tra scienza e coscienza”

IO: “sagge parole, le sue”

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