DOONESBURY: LA LUNGA STRADA VERSO CASA di Garry Trudeau
Friday, October 26th, 2007In trentacinque anni si fanno anche due guerre mondiali. Oppure una strip. Al giorno.
Doonesbury forse non avrà fatto la Storia, ma l’ha spesso accompagnata nel suo compiersi, con giornalistica puntualità e ritmi comici impeccabili.
Garry Trudeau ha saputo dimostrare di essere non solo una figura eclettica che rimbalza tra satira e giornalismo, ma anche un uomo deciso, capace di mettere un po’ di pepe sotto al culo di personaggi grossi. Come disse Kissinger, peggio di essere presi in giro sulle pagine di Doonesbury è solo non esserlo.
Trudeau ha iniziato a lavorare a Doonesbury nel 1970 e nel 1975, per la sua strip, è stato il primo disegnatore di fumetti a vincere il premio Pulitzer. Dalla sua striscia, pubblicata in tutto il mondo, sono nati un pluripremiato cortometraggio animato, The Doonesbury Special (1977) e un musical a Broadway, nel 1983. Trudeau ha collaborato anche con Robert Altman scrivendo e co-producendo la mini-serie Tanner ’88 (1988).
Uno dei motivi del successo di Doonesbury è il suo essere intriso di pop-culture e insieme finemente retorico. I tempi comici e lo sviluppo in tempo reale dei personaggi sono rimandi costanti alla soap opera ed alla sit-com e spesso le vignette fanno il verso al formato del telegiornale. D’altra parte, pur masticando la lingua dei mass media, Trudeau non rinuncia a preziosismi allegorici, soprattutto quando raffigura i politici: una manona aperta sta per Schwarzenegger sotto inchiesta per abusi, un asterisco per Bush figlio, pari pari al padre.
Cavalcare con tale disinvoltura i mass media è l’unico modo per colpire davvero e poco importa che le parole di Trudeau siano arginate dai baloon: fanno male lo stesso. Oppure ridere, se non siete Gorge W. Bush.
Ci sono delle eccezioni, però. In La lunga strada verso casa lo storico B.D. perde una gamba (ed il suo inseparabile elmetto) in Iraq. E’ la traccia indelebile che la guerra lascia nella strip, dove i personaggi sono, dopo 36 anni, sempre gli stessi: cresciuti, sposati, morti o divorziati in tempo reale.
Trudeau emerge ancora come un maestro: il suo ritratto rispettoso ma ironico dei soldati americani è l’esempio di satira più civile e commovente che si possa fare.