YO e YO! a confronto.
“yo” – autore anonimo
20cmx15cm – sottiletta su vetro
esposta in una stanza

“yo!” – autore anonimo
15cmx10cm – marker rosso su vetro
esposta in un corridoio
Le opere che esaminerò hanno entrambe una propria identità distinta, ma hanno diversi punti in comune che meritano attenzione analitica.
Yo costa in una scritta tracciata su un vetro per mezzo di una sottiletta. In spagnolo “yo” significa “io”, è quindi evidente un richiamo all’individualità, all’identità. Il materiale scelto per tracciare le lettere è un derivato del latte – il formaggio – cenno etologico-alchemico-religioso alla meternità, alla genesi, alla nascita ed allusione (per colore e pastosità) allo sperma. Il messaggio dell’opera diventa quindi prepotentemente sessuale e primitivo: la nascita dell’uomo, dell’Io, quindi dell’individuo come composizione complementare di corpo e anima, non può che avere luogo nella carnalità più animale. Il fatto che la scritta sia collocata sul vetro trasparente di una finestra che si affaccia su di un cortile mostra la volontà di apertura dell’Io, la sua genuina innocenza e cristallinità infantile, schiacciata però in un’immobilità bidimensionale dalla cruda realtà.
Yo! è invece una scritta rossa sul vetro di una comune bacheca. Lo spazio su cui si affaccia è quello della cultura, del sapere. Il colore scelto dall’autore è sinonimo di passione, violenza (evocate anche dal “!”), ma anche di consapevolezza politica. Un’interpretazione spontanea è senza dubbio questa: l’affermazione dell’individualità deve avvenire in ambiti ristretti, nei luoghi del sapere, della cultura, nella culla dell’elite culturale, per quanto estesa. L’emancipazione dell’Io è qualcosa di violento, che porta al confronto ed al conflitto.
É difficile stabilire quale di queste due opere – site in luoghi abbastanza contigui – sia precedente, oppure se siano il risultato dello sforzo intellettuale della stessa (geniale) mente. La poetica che sembra affacciarsi da dietro la vitrea trasparenza e la cristallina comunicatività dei soggetti in analisi sembra facilmente identificabile come comune ad entrambi.
Yo è senza dubbio più viscerale, materica, di una pastosità concettuale biodegradabile, ma universale, pur essendo priva di quel “!” che rende Yo! un passo avanti in quanto a vivacità dialettica e potenza comunicazionale.